Gin Lemon, Gin Fizz e Gin Collins sono tecnicamente lo stesso cocktail

6 min
Gin Lemon, Gin Fizz e Gin Collins sono drink frizzanti a base gin e limone

Se hai pensato che ‘Gin Lemon, Gin Fizz e Gin Collins sono tecnicamente lo stesso drink‘ fosse un titolo acchiappaclick, ti sei sbagliato.

Gin lemon, Gin fizz e Gin Collins sono tecnicamente lo stesso drink e se avrai la pazienza di leggere questo articolo, ti spiegherò il perché.

Per quanto riguarda il Collins mi limiterò a parlare in generale di Gin Collins senza entrare nel merito di John Collins e Tom Collins ai quali dedicherò un articolo più avanti perché ci sono alcune tracce storiche particolarmente interessanti.

Prima di analizzare questi 3 drink, voglio fare una breve introduzione sulla classificazione dei drink.

Se mi segui già da un po’ di tempo, saprai che a me piace andare al cuore delle questioni. Mi piace applicare una sorta di rasoio di Occam, per andare a semplificare ovunque sia possibile.

Una delle cose che mi piace semplificare è la classificazione dei drink. Trovo infatti che nei decenni, con l’accumularsi di nuove ricette e le successive frettolose classificazioni, si siano complicate inutilmente le cose.

Un altro aspetto che ha contribuito a creare confusione è il non aver approcciato alla questione classificazione dei drink in maniera olistica, ovvero tenendo conto di tutto: ricetta, contesto storico e culturale, evoluzione della ricetta e, soprattutto, gli aspetti tecnici.

Ti faccio qualche esempio.

Pensa alla famiglia degli Iced Tea: Long Island Iced Tea, Japanese Iced Tea, Miami Iced Tea e chi più ne ha, più ne metta. Ecco, la famiglia degli Iced Tea semplicemente non esiste perché questi sono tutti dei fizz o dei collins. Tecnicamente parlando, tra di loro non hanno neanche delle somiglianze tali per poterli definire una vera e propria sotto-famiglia.

Un altro esempio per approfondire. Daiquiri non è una famiglia di drink. Il Daiquiri è un drink ben preciso, definito, per questioni storiche e culturali più che di ricettazione. La famiglia del Daiquiri, tecnicamente parlando, è quella dei sour.

Sempre prendendo come esempio il Daiquiri e i sour, possiamo anche affermare che le tecniche di preparazione non possono essere prese come aspetto (da solo) necessario e sufficiente per identificare diverse famiglie. Il Daiquiri è un sour ed è stato preparato con praticamente qualunque tecnica: build, stir, shake, milkshake e blend.

Stai iniziando a capire dove voglio andare a parare?

Il discorso è ovviamente molto più lungo e articolato, ma il fulcro di tutto il discorso è sempre lo stesso: prima di suddividere in famiglie, sottofamiglie o dare nomi diversi ai drink, bisogna valutare tutti gli aspetti, bisogna avere un approccio olistico. Non si può tenere conto solo di un aspetto, come delle vaghe somiglianze di ricetta.

Non si può neanche creare una famiglia solo per parcheggiare dei drink che altrimenti non si saprebbe dove mettere: non tutto è classificabile in maniera netta.

Tornando al discorso Gin Lemon, Gin Fizz e Gin Collins in questo articolo faremo un approfondito paragone tecnico e di ricetta. La storia ha invece preso una traiettoria leggermente diversa di cui però parlerò in un articolo dedicato che pubblicherò a breve.

Confrontiamo Gin Lemon, Gin Fizz e Gin Collins

Vediamo innanzitutto le ricette.

Ricetta e preparazione del Gin Lemon

  • 50 ml Gin
  • Soda al limone a completare

Ricetta e preparazione del Gin Fizz

  • 50 ml Gin
  • 30 ml Succo di limone
  • 20 ml Sciroppo di zucchero
  • Soda a completare

Ricetta e preparazione del Gin Collins

  • 50 ml Gin
  • 30 ml Succo di limone
  • 20 ml Sciroppo di zucchero
  • Soda a completare

Ad una prima occhiata il Gin lemon è molto diverso dal Fizz e dal Collins. Nella prima troviamo solo Gin e una soda al limone, mentre nelle altre due troviamo gin, succo di limone, zucchero e dell’acqua frizzante a completare.

Però, se ci pensi bene, succo di limone, sciroppo di zucchero, acqua e anidride carbonica del Gin fizz e del Collins, non sono altro che la soda al limone del Gin Lemon.

La soda al limone non è altro che un premix di tutti gli ingredienti analcolici del fizz e del collins!

Immagina questa situazione: sei nel tuo bar, ti chiedono tantissimi Gin fizz / Collins e hai bisogno di standardizzare e accelerare il servizio senza intaccare la qualità. Sicuramente la prima cosa che ti viene in mente è quella di fare un premix delle componenti analcoliche.

Ma il premix delle componenti analcoliche non è altro che una soda al limone home made!

Mi hai seguito? Proviamo ad andare ancora più nel dettaglio.

Una soda al limone home made, preparata seguendo le proporzioni del Gin fizz/collins, ha un tenore zuccherino compreso tra i 10 e i 15 brix.

Prova ora ad indovinare quanti brix ha una soda al limone industriale? Ovviamente dipende dal produttore e dal mercato di riferimento, ma quasi sempre tra i 10 e i 15 brix.

Quindi, non solo gli ingredienti sono gli stessi, ma anche le proporzioni tra gli ingredienti sono simili. Su una soda con un ingrediente così acido come il limone, è difficile trovare delle ricette bilanciate in maniera profondamente diversa.

Mettiamo ora a confronto le tecniche di preparazione.

Il Gin lemon si prepara con la tecnica build quindi, dopo aver raffreddato e colmato di ghiaccio il bicchiere di servizio (tumbler alto da 350 ml) si versano i 50 ml di gin e si va a colmare con la soda al limone.

La stessa cosa vale per il Gin Collins, anche questo si prepara con tecnica build e si serve su ghiaccio.

Per il Gin fizz invece la questione è un po’ diversa perché si prepara con tecnica shake.

Si versano quindi tutti gli ingredienti, ad eccezione della soda, in uno shaker e si shakera vigorosamente. Si filtra poi in double strain in un tumbler alto (da 270-300 ml) senza ghiaccio, ma precedentemente raffreddato, e si colma con soda.

Anche in questo caso, ad una prima occhiata, le tecniche di preparazione sono profondamente diverse.

Perché il Gin Fizz si shakera, mentre gli altri due no? La risposta è tecnica ed è molto semplice: il Gin Fizz si serve senza ghiaccio e la shakerata è la tecnica più veloce ed efficiente per raffreddare un cocktail. Il discorso dell’aria inglobata è invece trascurabile perché non ci sono ingredienti schiumogeni (a meno che tu non voglia fare un Silver Fizz).

A questo punto potresti quindi dire che fare una soda al limone home made per fare più velocemente dei fizz non vada bene. In realtà questa obiezione non ha senso perché ti basterebbe tenere in considerazione la diluizione della shakerata e inserirla direttamente nella soda.

La vera domanda che però ci dobbiamo fare è la seguente: se preparo lo stesso drink con due tecniche diverse, sono sempre lo stesso drink o sono due drink diversi?

Secondo me è no, non sono due drink diversi. O meglio, non è automatico che lo siano. Una Piña Colada può essere preparata in shake, milkshake o blend, la stessa cosa vale per un Daiquiri e nessuno si sognerebbe di dare a questi drink due nomi diversi.

E il ghiaccio? Nel Gin fizz non c’è, nel Gin lemon e nel Collins c’è.

Anche in questo caso la presenza o meno di ghiaccio, secondo me, non è condizione sufficiente per poter dire che due drink sono diversi. Una provocazione: un Gin lemon senza ghiaccio non è più un Gin lemon?

Bene, ora che sei arrivato fino a qui ti potresti sentire un po’ perso vista la lunghezza di questo articolo. Proverò quindi a ricapitolare.

Un breve recap se hai fretta

Gin Lemon, Gin Fizz e Gin Collins condividono il 100% degli ingredienti: gin, limone, zucchero, acqua, anidride carbonica. Nel caso del Gin Lemon sono semplicemente pre-mixati tra di loro.

La tecnica di preparazione non è condizione sufficiente per affermare che questi drink siano diversi. Tanti drink si possono preparare con tecniche diverse e non ci sogniamo di cambiargli nome perché non avrebbe senso.

Anche il ghiaccio non è una discriminante valida: un Negroni servito in coppetta non è più un Negroni?

Arrivato a questo punto una domanda che scotta: ma se sono lo stesso drink, come mai hanno sapori diversi? La risposta è semplice: anche due Gin Fizz fatti da due bartender diversi avranno sapore diverso, così come due Gin Lemon fatti con due sode al limone diverse avranno sapori diversi.

Il Gin lemon è la versione time-saving del Gin Fizz / Collins.

Di che cosa non ho tenuto conto

In questo articolo non ho parlato degli aspetti storici, evolutivi, di questi drink.

L’ho fatto perché sto preparando un articolo dedicato alla parte storica di Fizz e Collins, con particolare attenzione ai Fix, apparsi nella prima edizione del libro di Jerry Thomas, ai Fizz apparsi qualche anno dopo e ai famosi Tom e John Collins.

E se ti dicessi che esisteva il Tom Collins al Whiskey, al Brandy e al Gin?

Il punto di vista della mia community

Prima di pubblicare questo articolo ho aperto una breve discussione all’interno del mio gruppo facebook, luogo di ritrovo della mia community.

La discussione è stata interessante, con tanti punti di vista, ma quello che mi ha colpito maggiormente è stato quello di Fabiana. Ecco cosa ha scritto:

Io penso che un cocktail non sia solo la ricetta. Una persona ordina un cocktail piuttosto che un altro dall’idea che ha in testa di quel drink, dall’immaginario collettivo, da quello che rappresenta. Chi ordina un gin fizz lo fa anche perché ”e’ stato il drink moda di un certo periodo”, forse lo fa sentire più figo di ordinare un banale gin lemon, se gli fai un gin collins non importa ma non vorrà chiamarlo in un altro modo. Non so un po’ come James Bond che ti ordina un vesper perché vuol far vedere che lui ha ordinato qualcosa di diverso dagli altri. O almeno io lo interpreto così. Quindi no il gin lemon lo ordina il ragazzino in discoteca che vuole ubriacarsi, il gin fizz te lo ordina mio zio all aperitivo del golf con gli amici. Non sono lo stesso drink.

Dal punto di vista puramente tecnico non sono d’accordo con lei perché i due drink sono oggettivamente la stessa cosa, però Fabiana ha ragione: un drink non è solo tecnica o ricetta, è molto di più e lei ha espresso benissimo questo concetto. Quando parlo di approccio olistico intendo proprio questo, la necessità di dover valutare ogni aspetto: tecnico, storico e culturale.

Fabiana ci ha anche ricordato un aspetto fondamentale: i clienti non sono tecnici e possono ordinare un determinato drink per tantissimi motivi diversi.

Buona miscelazione,
Giovanni

Autore
Giovanni CeccarelliDivulgatore, docente, consulente
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